Visualizzazione post con etichetta Mattia D'Angelo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mattia D'Angelo. Mostra tutti i post

sabato 14 marzo 2020

I giorni del Corona virus - Le riflessioni di Mattia

Il mondo moderno si è trovato di fronte quasi all'improvviso a qualcosa di nuovo, sconosciuto per il nostro tempo: per la prima volta ci troviamo di fronte a una pandemia.
È strano pensare che nel 2020 il mondo intero possa essere colpito da un virus, alcuni eventi si vedono solo nei film, ma questa è la realtà e dobbiamo fare tutto il necessario per contenere e sconfiggere questa malattia, il sempre più famoso covid-19.
Inizialmente era difficile da credere, dover rimanere chiusi in casa una causa di un virus sembrava impossibile, ma più passavano i giorni, più le infezioni si diffondevano, e ora, finalmente la gente sembra aver capito che stare a casa sia la cosa giusta da fare.
Sono un adolescente e per me è la prima volta in assoluto che ho a che fare con un virus di questa portata, nel 2003 ci fu la Sars, ma avevo solo 2 anni, quindi per me questa situazione è completamente nuova.
Inizialmente essere in "quarantena" era snervante, ultimamente è sempre meglio, si tratta di rilassarsi a casa, guardare la tv, mangiare e giocare ai videogiochi, è esattamente la vita che tutti sognano! Tornando seri, spero che questo periodo passi rapidamente e che la vita che noi tutti conosciamo come la nostra routine lo torni ad essere effettivamente, fino ad allora la cosa importante è non farsi prendere dal panico.
Personalmente ritengo anche corretti i provvedimenti presi dal governo italiano, vedo molte critiche al riguardo, ma la situazione non è assolutamente delle più semplici e vorrei invitare tutte le persone capaci solo di criticare sui social, di provare solo ad immaginare di amministrare un paese importante come l’Italia durante una profonda crisi pandemica come quella che stiamo vivendo.

Credo che il periodo che seguirà l’epidemia non sarà dei più rosei dal punto di vista economico, ma sono sicuro che sapremo rialzarci, ora serve coraggio, determinazione ma soprattutto stare a casa, nel rispetto di noi stessi e di chi ci circonda.
Penso che questo coronavirus possa essere d’insegnamento per futuri eventi simili che, ripeto, nel mondo moderno a questa portata non si erano mai verificati, sono anche sicuro che usciti da questo periodo le persone adotteranno dei comportamenti differenti e più rispettosi verso gli altri quando si sarà in pubblico, è importante anche saper imparare da queste situazioni.

Mattia D'Angelo, V D TUR


lunedì 2 dicembre 2019

È dunque più facile arrivare su Marte che rispettare una donna?

Nonostante nel 2019 si possa presumere di vivere in una società ben sviluppata nel rispetto di ogni essere umano, purtroppo non è affatto così, infatti viviamo in un’epoca dove l’uomo è più propenso a sviluppare tecniche per arrivare su Marte che a rispettare una donna.
Non è ammissibile, infatti, che ancora oggi si sentano fatti di cronaca nei quali si parla di stupri, molestie, stalking e, nel peggiore, dei casi omicidi, perpetrati da uomini nei confronti di donne che, come unica “colpa”, avevano il fatto di trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, o di essersi fidate di persone vuote, senza un cuore ed un cervello.
È frustrante pensare all'arretratezza dell’essere umano quando accadono tragedie del genere, perché sono atti che non verrebbero compiuti nemmeno dal meno sviluppato degli altri animali presenti in natura. Perciò, com’è possibile che a compierlo sia proprio l’uomo e perché accade più volte e in più parti del mondo? È assurdo come esistano persone che tendono a sottovalutare il pericolo, e che quando sentono notizie del genere pensino che è impossibile che possa succedere a qualcuno a loro caro. In realtà il problema è reale e solo nel 2018 sono state 142 le donne uccise ingiustamente in Italia come ricorda “Il Fatto Quotidiano”, mentre ad anno ancora in corso, nel '19 sono già 95, con il numero di denunce in aumento.
Che sia il partner, l’ex o un familiare il problema esiste, bisogna prestare attenzione ai comportamenti di chi si ha intorno, perché spesso, per paura o vergogna, una donna maltrattata non vede la denuncia come possibile via d’uscita, e nemmeno il dialogo con chi le sta vicino e molto spesso tende alla reclusione in se stessa, arrendendosi al problema, andando incontro ad un destino che nessuna donna merita. E tutto ciò per colpa di un uomo che, molto probabilmente, è troppo egoista per essere in pace con se stesso e con il mondo, che sfoga i suoi insuccessi come essere umano contro una donna che non si meritava una vita del genere, trasformata in un inferno da insulti, umiliazioni, percosse.
Io ritengo che la giornata contro la violenza sulle donne che si tiene ogni 25 novembre sia un’iniziativa giusta per sensibilizzare le generazioni future a non assumere questi comportamenti, ma al contempo penso che la sconfitta dell’umanità stia nel fatto che, ancora oggi, si debba ricorrere a dover sensibilizzare su un argomento, che avrebbe dovuto essere debellato da parecchio.
Voglio sperare che tutte le donne che subiscono questo tipo di trattamenti alzino la testa, prendano coraggio e vadano a denunciare ciò che è ingiusto, che si riprendano la loro vita, perché nessuno di noi merita di vivere nel silenzio, tantomeno una madre o una ragazza costrette a subire umiliazioni indicibili. 


Mattia D'Angelo, V D TUR