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mercoledì 9 maggio 2018

Diario di una genovese in Donegal


Finalmente, anche per le classi quarte dell'a.s. 2017/18, è arrivato il momento tanto atteso della vacanza studio in Irlanda: 10 giorni a Bundoran, nella contea Donegal, in host family, compresi di due giorni intensivi di college, dove avremmo imparato nuovi termini riguardanti il mondo del lavoro, quattro giorni di work experience in una struttura del posto, e due giorni di escursioni a Donegal Town e a Omagh, in Nord Irlanda, senza dimenticare le uscite serali e le ore di shopping passate a Dublino, il giorno della partenza.

Martedì 17 Aprile

Sono le 7.45 del mattino, e noi 31, accompagnati dalle prof. Gallino, Curti e Arcelli, siamo già in Piazza della Vittoria, lato Parador, pronti a mettere le valigie nel pullman, contenti per l'esperienza che ci aspetta. Salutato genitori e fratelli, ci dirigiamo verso l'aeroporto di Bergamo, dove prenderemo l'aero per Dublino, ma prima ci aspettano due orette circa di viaggio dove possiamo ascoltare musica (ad alto volume), parlare, e chissà, magari qualcuno dormirà pure. Siamo arrivati in aeroporto poco dopo le 10.00, io e altri due compagni abbiamo fatto imbarcare la valigia, mentre agli altri è stata applicata l'etichetta per mandare in stiva il bagaglio a mano. Dopodiché, dopo la dogana e la mia sorpresa di non aver fatto suonare il metal detector come mi succede spesso, abbiamo girato per l'aeroporto, curiosando un po' tra i duty free shops, ritrovandoci poi al gate B19 alle ore 12.40 circa. Dopo averci fatto passare, ci siamo diretti verso la navetta che ci avrebbe portato dal nostro aereo Ryanair, e finalmente, dopo del tempo sembrato eterno a furia di stare in piedi al caldo con borse e valigie addosso, alle 13.15 siamo seduti in aereo ad aspettare che parta. Posto 22F, mi posso ritenere fortunata, adoro stare dal finestrino e guardare il mondo dall'alto, peccato solo che sono dall'ala e non in fondo come piace a me, ma meglio che stare davanti dove non si sente praticamente niente dei movimenti dell'aero. 

Siamo decollati precisamente alle 13.44, con 14 minuti di ritardo. Purtroppo non siamo seduti tutti vicini a mo’ di comitiva, ma tutti sparpagliati, infatti io mi son trovata a scambiare qualche parola con una delle due persone che avevo di fianco. Siamo atterrati precisamente alle 15.05 ora irlandese (un'ora in meno della nostra), mentre il motore si è spento definitivamente alle 15.10, per poi averci fatto scendere per andare a prendere le valigie imbarcate. Non so per gli altri miei compagni, ma l'aver cambiato "mondo", sentire voci e vedere scritte in lingua diversa a distanza di solo due ore, mi ha fatto sorridere, come ogni volta che viaggio in questo modo. Dopo aver preso i bagagli, siamo andati verso il pullman che ci aspettava fuori dall'aeroporto di Dublino. È stato strano vedere il conducente sulla destra, e pensare di star andando contromano. Ci aspettano più di tre ore di viaggio prima di arrivare al College di Bundoran, e una pausa all'autogrill dopo un'ora e mezza. 

Siamo arrivati a scuola alle 20.30 circa, dove ci hanno diviso in due classi per il livello di inglese tramite i test che avevamo fatto a scuola a Genova, e ci han spiegato il programma dei 10 giorni. Dopodiché, sono venuti a prenderci le host families e portato a casa. La famiglia che mi ha ospitato, è stata molto gentile, è venuta a prenderci solamente Dee, mentre a casa ci aspettavano Paddy e il figlio James. Nonostante fosse tardi, io e la mia compagna di stanza Eleonora della 4Dt, abbiamo mangiato la pasta irlandese, simile ai pansotti ma con un sugo differente composto da molti ingredienti. 

Mercoledì 18 Aprile

Sono le 9.30, e ci ritroviamo a scuola per la prima lezione intensiva di inglese. Abbiamo appreso nuovi vocaboli sul mondo del lavoro, e a metà mattinata, abbiamo fatto merenda con the, biscotti e muffins. Abbiamo anche pranzato nella mensa con chicken nuggets, formaggio e salumi, e siamo stati almeno mezz'oretta a parlare nel giardino o a giocare a calcio. Alle 17:00 le famiglie ci hanno riportato a casa a mangiare, e alle 19:30 ci siamo ritrovati davanti al bowling, per ritornare alle nostre nuove case per le 22.00 circa.

La cena, oggi, è stata preparata dal figlio James, a cui piace cucinare; abbiamo mangiato un hamburger con insalata e patatine. 

Giovedì 19 Aprile

Come il giorno precedente, ci siamo radunati a scuola per l'ultimo giorno di lezione, a pranzo, però, abbiamo mangiato la pasta con panna e prosciutto, per poi andare  in giardino per la ricreazione, riprendendo poi le lezioni. Alle 17:00, non sono venute le famiglie, poiché siamo andati a fare una passeggiata verso l'oceano, e alcuni di noi, tra cui la sottoscritta, hanno messo i piedi nell'acqua gelida, ma quando mai ti può ricapitare? Meglio non farsi sfuggire l'occasione. Alle 18.00 siamo ritornati a scuola e le host families ci hanno riportato a casa. 

Venerdì 20 Aprile

Primo giorno di work experience, c'hanno diviso in tre gruppi, il primo andava col pullmino della scuola, e gli altri due  a piedi ma in direzioni opposte con accompagnatori della scuola. Alle 9.30 circa avremmo dovuto tutti iniziare, ma ovviamente alcuni di noi sono arrivati un po' in ritardo poiché dovevamo accompagnare i nostri compagni che venivano prima della nostra struttura. Io ho lavorato nel supermercato SuperValu, un negozio di alimentari, con Irene della 4Ageo. Alle 16:00 abbiamo lasciato il posto di lavoro dirigendoci a scuola a piedi, e alle 17.00 le host families ci sono venuti a prendere. La sera, ci siamo radunati al cinema Eclipse e abbiamo visto il film Rampage, di genere fantasy, molto bello, e alla fine, le famiglie ci hanno riportato a casa.

Sabato 21 Aprile 

Sono le 8.00 e siamo sul pullman, diretti ad Omagh in Irlanda del Nord. Al mattino dovremmo visitare il museo Ulster American Folk Park, sulla storia dell'immigrazione degli irlandesi in America; mentre al pomeriggio dovremmo fare shopping per la città. 

Il museo è stato molto interessante, purtroppo non abbiamo avuto tempo per comprare souvenir per la città, però, alcuni di noi, chi si è preso da mangiare al bar o qualche oggetto nello shop del museo, ha potuto comunque ottenere come resto, delle sterline per tenerle come ricordo, come ho fatto io. Alle 17:00 siamo ritornati a scuola, per poi rientrare alle case. 

Domenica 22 Aprile

Oggi si va a Donegal Town principalmente a fare shopping poiché non è stato possibile il giorno prima, e chi vorrà potrá anche visitare il castello. Siamo arrivati a destinazione alle 14.58, io e altri sette compagni siamo andati a visitare il castello, per poi dividerci e girare i negozi della città come stavano già facendo gli altri. Alle 18.00 circa, ci siamo diretti tutti verso il pub, abbiamo cenato prevalentemente con chicken nuggets, insalata e patatine, e alcuni di noi maggiorenni hanno preso anche la birra Guinness. Alle 21:00 siamo ritornati a scuola e da lí siamo rientrati con le famiglie. 

Lunedì 23 Aprile

Secondo giorno di work experience, sempre nella struttura di venerdì, per me e Irene, al SuperValu. Alle 16:00 abbiamo lasciato il lavoro, e alle 17:00 ci sono venuti a prendere da scuola. 

Come cena, abbiamo portato un po' d'Italia, poiché io e la mia compagna abbiamo cucinato la pizza, molto gradita da loro. 

Martedì 24 Aprile

Terzo giorno di lavoro, con gli stessi orari del giorno precedente. 

La sera, io e Eleonora, abbiamo mangiato l'Irish Stew, molto simile allo stufato italiano, cucinato da James.

Mercoledì 25 Aprile

Ultimo giorno di lavoro, ma anche l'ultimo del nostro soggiorno a Donegal. Alla sera, ci siamo ritrovati a scuola, ci siamo divisi nelle due classi, inizialmente, la mia ha giocato al gaelic football mentre l'altra imparava la danza irlandese. Ci siamo divertiti, il primo, l'ho considerato un misto di calcio, pallavolo e basket, la danza è stata un po' difficile perché erano tutti passi precisi. Alla fine delle due ore, ci hanno consegnato a mensa i diplomi e ci han dato da mangiare dei piccoli panini con l'uvetta. Dopodiché, le families ci han riportato a casa.

Come ultima cena in Irlanda, abbiamo mangiato carne e patate normali e dolci.

Giovedì 26 Aprile 

Sono le 7:00 del mattino, host families già salutate e valigie già in pullman, ci aspettano tre ore di viaggio per ritornare a Dublino. 

Qui, ci hanno lasciato tre ore per girare il centro e vedere i negozi, dopo di che, alle 14.15, abbiamo iniziato a dirigerci verso l'aeroporto. Dopo aver passato la dogana, abbiamo fatto dei giri nei duty free shops. Alle 17.00 il gate avrebbe dovuto aprire, ma ha avuto 35minuti di ritardo. L'aereo, sarebbe dovuto partire alle 18:00, ma abbiamo decollato alle 18.50. Come alla partenza, siamo sparpagliati, ma comunque ho fatto amicizia con una ragazza della mia età, seduta vicino a me di nome Sara. Il mio posto, doveva essere 04B, ma sono riuscita a scambiarmi, e invece che ritrovarmi al centro, sono fortunatamente ricapitata dal finestrino. Prendere l'aereo di notte, per me, è stata una bella esperienza, mi è piaciuto molto vedere le luci delle città, soprattutto alla fine, quando le luci dell'aereo erano spente. Alla fine, siamo atterrati a Bergamo con solo 30 minuti di ritardo rispetto a quelli iniziali. Scesi dall'aereo, la navetta ci ha portati dentro il terminal a prendere le valigie, e ci siamo poi diretti in pullman che dopo due orette, ci ha riportati a Genova. All'1:15 di notte, infatti, dopo un viaggio lunghissimo, abbiamo potuto di nuovo abbracciare le nostre famiglie. 

Per me, è stata una bella esperienza, poiché ho potuto conoscere posti nuovi e fare esperienze che non avrei mai pensato di poter fare, ho potuto conoscere meglio alcuni miei compagni di scuola, ma soprattutto conoscere persone di un altro paese, con le quali farò in modo di rimanere in contatto. È stato interessante conoscere le abitudini irlandesi anche se magari, soprattutto all'inizio, possa essere sembrato un po' duro l'impatto del cambiamento dalle nostre, e cosa molto importante, mi ha dato la possibilità di mettere alla prova il mio inglese, poiché, si sa, un conto è impararlo sui libri, un conto è impararlo vivendo un’esperienza all’estero.

Lucia Schifano, IV E tur


domenica 8 ottobre 2017

La mia Irlanda

Dopo l'articolo di Kristel Lázaro Rugel, che ci ha raccontato la sua esperienza in Brasile, ecco quello di Serena Cosso, sempre della V E tur, che condivide con noi il suo fantastico anno in Irlanda. Buona lettura!

L’esperienza migliore che mi sia mai capitata è stata senz’altro la possibilità di poter vivere per un anno all’estero e più precisamente in Irlanda.
Trasferirsi all’estero può essere straordinario e spaventoso allo stesso tempo.
È straordinario perché ti dà la possibilità di entrare a contatto 24 ore su 24 con persone con una cultura e un modo di vivere che, anche se apparentemente può sembrare molto simile, in realtà è completamente differente.
È allo stesso tempo spaventoso perché, oltre all’ostacolo della lingua, c’è anche il fatto di dover ricominciare da capo, provando a costruirsi una nuova vita ripartendo da zero, abbandonando tutte le vecchie abitudini e conformandosi allo stile di vita del posto, senza contare il fatto che si è da soli perché, amici e parenti sono a chilometri di distanza… di conseguenza bisogna rimboccarsi le maniche fin da subito e cercare di abituarsi alla nuova vita il prima possibile.
Il primo giorno, quando sono arrivata all’aeroporto di Dublino e ho incontrato quella che sarebbe stata la mia nuova famiglia da lì a nove mesi, ricordo che la prima cosa che ho pensato è stata quella di prendere il primo aereo per l’Italia e tornare indietro da dove ero venuta. Non riuscivo né a capire né a dire una sola parola in inglese e mi sembrava di aver fatto un passo molto più lungo della gamba.
Non posso nascondere che i primi mesi sono stati tosti.
Dopo le prime settimane in cui, nonostante la lingua, tutto era bellissimo perché una novità, la mancanza da casa iniziava a farsi sentire e di conseguenza tutto sembrava terribile… fortunatamente però era solo un periodo e infatti, una volta ambientata, non avrei mai più voluto andarmene.
Nella mia famiglia eravamo in quattro, se consideriamo anche il cane.
Mia “mamma” si chiamava Linda, aveva 52 anni e lavorava in una farmacia.
Mio “papà” si chiamava Sean aveva 70 anni e lavorava come addetto alla pulizia dei tappeti all’interno degli alberghi. Purtroppo i miei “genitori” non avevano figli, ma avevano una cagnolina che si chiamava Isabella, aveva 1 anno ed era un Labrador nero.
Per i primi tre mesi (da Settembre a Dicembre) ho anche vissuto con una ragazza spagnola di 16 anni, che si chiamava Maria.
La mia, come tutte le altre, era una casetta indipendente con giardino e, a differenza di altre mie compagne più dislocate, era molto comoda perché nel centro abitato.
Templemore, è una cittadina di soli 6.000 abitanti ed è situata in una posizione strategica, perché equidistante da Dublino, Cork, Limerick e Galway (solo due ore e mezza). Il suo clima è quasi sempre grigio e piovoso, ma il verde che la circonda è abbagliante. Per quanto sia piccola, ci sono ristoranti italiani, arabi e cinesi, supermercati, una biblioteca, una stazione di polizia, un hotel con una discoteca, un ufficio postale, piccoli negozietti e ovviamente i caratteristici e numerosi Irish Pub.
Cosa dire riguardo al cibo?
La maggior parte dei loro piatti è fritta e di solito consiste in pasti precotti.
Gli irlandesi non sono abituati a pranzare. Di solito, infatti, fanno una colazione molto sostanziosa a base di salsicce, pomodori, funghi, uova, pudding e bacon, il tutto accompagnato con latte, caffé o tea. Durante la giornata anziché pranzare fanno merenda e intorno alle 16:30/17:00 viene già servita la cena, concludendo alle 21:00 con dei ricchi panini.
La frutta e la verdura scarseggiano sulle loro tavole mentre pane, patate e salse abbondano ovunque.
I piatti tipici irlandesi sono: lo stufato irlandese, bacon bollito con cavolo, pudding (sia nero che bianco), salmone irlandese affumicato e pane integrale. Mangiano molti dolciumi e torte, quelli tipici sono sopratutto la torta di mele, quella di rabarbaro e le cheesecake.
L’acqua non fa parte delle loro abitudini… preferiscono accompagnare i loro pasti con Coca Cola, Sprite, aranciata, latte o tea!!! Le tipiche bibite irlandesi sono il sidro di mela Bullmers, la birra Smithwick’s e ovviamente la Guinness, che in realtà non è così diffusa tra i ragazzi perché a loro detta, è troppo pesante e soprattutto amara.
Il sistema scolastico irlandese è completamente differente da quello italiano. Innanzitutto bisogna indossare la divisa sia nella scuola primaria che in quella secondaria. Non esistono gli indirizzi o le specializzazioni, ma soltanto un notevole numero di materie a scelta. Alcune di queste sono obbligatorie come per esempio Matematica, Inglese, Religione, Ginnastica, Career ed Enterprise. Inoltre, durante il corso dell’anno, lo studente può decidere di cambiare materie e, laddove possibile, anche il livello.
Le giornate scolastiche iniziano alle 9:00 anziché alle 8:00, per finire poi alle 15:40 interrotte solo dalla pausa merenda e quella per il pranzo (che può essere consumato nella mensa interna). La durata delle lezioni è di 35/40 minuti e alla fine di ogni materia sono gli studenti a dover cambiare classe in base alla lezione successiva e non i professori. La mia ex-scuola si chiama Our Lady’s Templemore è enorme e super attrezzata, infatti ogni classe ha una lavagna multimediale ed un computer. Ci sono circa quattro aule di informatica, tre laboratori di chimica, biologia e fisica, una palestra, un laboratorio d’arte, una classe di musica con nuovissimi strumenti musicali, due aule di falegnameria e due librerie. Ci sono inoltre un’ area di ritrovo e due cortili su entrambi i lati dell’edificio.
Offre una grande quantità di attività extrascolastiche tra cui la possibilità di partecipare al coro della scuola, all’orchestra o ad un’attività sportiva come basket, calcio, pallavolo, hokey o hurling.
L’hurling è un antico sport irlandese di origini preistoriche ma che viene giocato ancora adesso a distanza di 3000 anni. Lo scopo del gioco è quello di fare goal colpendo una pallina chiamata “sliotar” utilizzando solo una mazza di legno detta “hurler”.
L’attuale squadra di hurling della mia scuola è molto forte e infatti quest’anno, per la prima volta dopo 39 anni ha vinto la Dr. Hurty Cup, una competizione a livello nazionale.
L’elevato costo dei mezzi di trasporto e l’impossibilità dei miei genitori di accompagnarmi, mi ha limitato negli spostamenti e nei viaggi interni. Nonostante tutto però non mi sono persa il festeggiamento più sentito dagli irlandesi: il St. Patrick’s Day.
Penso che tra tutte le festività Irlandesi, questa sia la mia preferita. È incredibile vedere quanto gli Irlandesi siano legati a tale evento. Iniziano ad organizzarsi già da Gennaio, con parate, costumi, cori e cene.
In questa giornata ho deciso di godermi la parata a Limerick poiché andare a Dublino era impossibile anche solo da pensare, considerando che la città era tutta bloccata già dalla giornata precedente.
Nonostante quel giorno fosse piovoso e freddo era possibile sentire lo spirito irlandese in ogni caso. Ti senti irlandese pur non essendolo ed è una sensazione bellissima. È l’occasione per vestirsi nella maniera più bizzarra e stravagante, senza la preoccupazione di essere giudicato. Si può incontrare gente di ogni tipo a partire da folletti, trifogli, fatine e persone con la bandiera irlandese dipinta su tutta la faccia. I festeggiamenti iniziano alle 8 del mattino e durano fino all’indomani senza mai fermarsi. Ahimè questo succede anche riguardo al bere, infatti dopo poche ore molta gente è già completante ubriaca.
Ci sarebbero ancora tantissime altre cose da raccontare ma concludo con il dire che il calore e l’accoglienza irlandese, mi hanno reso questa un’esperienza indimenticabile. Mi hanno messo alla prova con me stessa, mi hanno fatto crescere molto sotto alcuni aspetti e sicuramente mi hanno aiutato ad affrontare la mia timidezza.
Mi sento fortunata per la bellissima opportunità che mi è stata offerta, che ripeterei un altro milione di volte e che consiglierei senza ombra di dubbio a chi volesse vivere qualcosa di così straordinario.

Serena Cosso, V E tur