sabato 28 marzo 2020

I giorni del Corona virus - Stare a casa

"E vivere la realtà ci chiede sempre troppi sforzi, ma voglio credere che cambierà: 
questo è quello che ho da dirti"
Buongiorno - Alessandra Amoroso


In questi giorni più che mai, credo che questo pezzo possa risultare come un messaggio di speranza e così dev'essere.
Occorre che ognuno di noi capisca che bisogna fare dei sacrifici, bisogna "faticare". Però scopriamo anche che i nostri sforzi porteranno qualcosa di buono, permetteranno a questa situazione di cambiare: è questo quello che voglio dirvi.





Sono la prima che si sente un leone in gabbia però l'unica soluzione è rispettare ciò che ci viene ordinato di fare: stare a casa.
C'è bisogno che ognuno di noi si renda conto che l'unico fattore che ha potere su questa pandemia è il nostro comportamento.
La verità è che ci siamo un po' tutti rotti le scatole di stare chiusi in casa, ma dovete capire che se la gente seguisse le norme invece di fregarsene altamente, tutto potrebbe finire più velocemente.


Sappiamo che le uscite sono limitate a pochi lavoratori e a coloro che devono fare la spesa o portare fuori il cane. Dobbiamo anche comprendere però che la spesa si deve fare il meno frequentemente possibile, comprando più roba per non rimanere senza, e il cane non ha bisogno per forza di andare sui monti ma può fare i propri bisogni nel marciapiede sotto casa.

Evitate di chiedere se è possibile fare la passeggiatina o di diventare improvvisamente degli sportivi. Evitate perché avete passato gli ultimi vent'anni guardando Amici, commentando i Tronisti e commuovendovi con C'è Posta Per Te; li avete trascorsi non alzandovi dal vostro divano neanche per andare in bagno, quindi spiegatemi dove dovreste andare in questi giorni.
A quelli che non rispettano le regole, ricordo di non lamentarsi poi quando il tre aprile Conte prolungherà ancora questa quarantena.
La verità è che poi ci rimettiamo tutti: possiamo impegnarci quanto volete ma, finché ci sarà anche una sola persona a fare l'esatto contrario di quello che viene detto, sarà tutto inutile. Penso che forse sia solo questione di buon senso.

Stiamo passando un bruttissimo momento in Italia e, tra non molto, gli ospedali saranno costretti a fare una selezione. Saranno obbligati a dire "Sì, tu hai il diritto di essere curato" oppure "No, tu no, non abbiamo posto anche per te". Questo significa che non avranno altra scelta se non quella di privare alcune persone di un loro diritto. Sceglieranno gli anziani per lasciare il posto ai più giovani, coloro che hanno tutta la vita davanti, è inevitabile. Ma vi sembra giusto? E sapete perché saranno costretti a fare questa selezione? Sapete, vero, che una persona su sei che contrae il virus ha bisogno di un posto in terapia intensiva per sopravvivere? Se non ne eravate a conoscenza ora lo sapete, quindi la prossima volta che scegliete di uscire invece di starvene in casa, ricordatevi che non state solo rischiando la vostra salute e quella dei vostri cari, ma state aumentando le probabilità ad altri esseri umani di non ricevere le cure mediche di cui ha bisogno. E sapete qual è la cosa peggiore di queste persone? Che una volta fatte uscire dall'ospedale, devono isolarsi dai propri cari, passando i loro ultimi giorni senza il loro affetto. Ma lo stesso vale senza aver contratto il virus: sapete che se una persona, giovane o anziana, si presenta in ospedale, negativa al test del coronavirus ma bisognosa di cure mediche o di un intervento per sopravvivere, probabilmente non la accettano?

È dura stare in casa, lo so, soprattutto in giornate come questa, dove in cielo non è presente neanche una nuvola e il sole risplende alto lassù.
Invece di abbassare la tapparella, aprite la finestra.
Se guardate fuori, vi accorgerete che il tempo non si è fermato, ma continua. E voi avete davvero l'intenzione di buttarlo via così? Qualunque sia la vostra età, volete davvero sprecare così le vostre giornate. Non cambia niente: che siano dieci, venti, trenta quarta o sessanta i vostri anni, sappiate che non ritorneranno mai più.


Cogliete quindi l'occasione al volo e fate quello che non avete mai fatto o non avete mai avuto il tempo di fare: guardate quel programma che non siete mai riusciti a finire, riprendete quelle passioni che avete dovuto interrompere, riscoprite la bellezza della lettura e il fascino della scrittura, iniziate qualcosa che non avete mai avuto il tempo di iniziare o scrivete, anche un semplice messaggio, a tutte quelle persone che vi mancano e fategli sapere che voi, di loro, non vi dimenticate.

Alessia Bertacchini, II A LES

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