Occorrerebbero troppe parole per rievocare tutti i giorni della paura e dello sgomento, quando l'isolamento non è più stato un plus inaspettato di vacanza, ma un incubo che pareva non avere fine. Abbiamo scoperto insieme l'angoscia e la perdita di certezze fino al giorno prima scontate, abbiamo conosciuto da vicino l'ombra lunga della malattia e della morte. Alcuni di noi hanno perduto persone care, altri sono stati in pena per loro; alcuni hanno scoperto un diverso ritmo di vita, altri hanno visto i genitori in ansia per il lavoro; alcuni hanno perso il ritmo sonno-veglia, altri si sono ritrovati a non sapere come riempire le giornate.
E poi, con la Didattica a Distanza, prima con Skype, poi con Meet, ci siamo di nuovo incontrati e abbiamo ripreso il nostro dialogo giornaliero, fatto di letteratura, di storia, di grammatica, ma soprattutto di tante letture e storie narrate. Tutto questo lo avete raccontato qui, su queste pagine virtuali del vostro giornalino: avete raccontato il vostro quotidiano fatto di attese, di noia, di rimpianto per la scuola (sì, rimpianto per i gesti consueti, per le risate, per le avventure, per gli amori, per le amicizie, persino per il rapporto con noi prof.); avete ripercorso la storia di un virus partito da molto lontano e che mai ci saremmo aspettati di conoscere così da vicino; avete aperto la porta del vostro cuore, confidato le vostre angosce, ma anche le vostre speranze.
Vi sarò per sempre grata di tutto questo.

P.S. Con i miei "quintini", l'appuntamento è a fra pochi giorni, all'orale della maturità. In bocca al lupo, ragazzi!
La vostra Direttora
Gabriella Corbo
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